La carie (dal latino “caries” putrefazione) è una delle patologie dentali più diffuse e conosciute al mondo e che colpisce indifferentemente adulti e bambini; con diverse cause, con sintomi diversi a seconda del tipo di lesione e che ha come rimedio l’intervento inevitabile del dentista.

La carie è una patologia infettiva, la cui causa è da imputare agli acidi prodotti da alcuni batteri residenti nel cavo orale i quali, normalmente non nocivi, a causa di cambiamenti delle condizioni, provocano dei danni.

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Che Cosa Causa la Carie?

Il batterio che causa le carie dentali è lo streptococco mutans, un batterio che fa parte della flora batterica orale, e che diventa dannoso quando le condizioni del cavo orale cambiano e rendono possibile la sua predominanza sugli altri batteri. La carie è comunque una patologia ad eziologia multifattoriale, ossia la causa è da imputare a diversi fattori, che possono essere esogeni o endogeni.

Tra i fattori endogeni, vale a dire quei fattori propri del cavo orale, i principali sono la quantità e il tipo di saliva e la forma dei denti. Abbiamo descritto in un precedente articolo l’importanza della funzione tampone della saliva e di come questa influisca sulla formazione di carie dentali. Ne consegue che una variazione del flusso salivare, come avviene durante la gravidanza o durante la terza età, comporti un aumento del rischio di sviluppare carie dentali.

La forma dei denti influenza la capacità di trattenere placca e residui di cibo, infatti i primi denti a cariarsi sono i primi molari permanenti, in quanto molari hanno solchi profondi e sono i primi ad erompere in arcata, sono quindi i denti molari che sono da più tempo in bocca. Così pure i denti accavallati hanno più facilità di ritenere placca batterica, data la difficoltà di spazzolamento e pulizia profonda.

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Tra i fattori esogeni, invece, abbiamo abitudini, alimentari e non, che possono modificare l’omeostasi del cavo orale e quindi la variazione della composizione della sua flora batterica.

La principale causa esogena di carie è la placca batterica, che si deposita sui denti a causa di una scarsa o scorretta igiene orale. Restando sulla superficie dentale, i batteri responsabili della carie possono agire indisturbati, rilasciando acidi dal loro metabolismo e andando a corrodere, letteralmente, lo smalto dentale.

Un’alimentazione ricca di zuccheri favorisce l’insorgenza di carie dentali, in quanto lo zucchero è il principale nutrimento dello streptococco mutans; l’abuso di alcolici o di sostanze stupefacenti, inoltre, porta ad una modificazione del flusso salivare e del pH del cavo orale.

I Sintomi dei Quattro Stadi Della Carie

Gli acidi responsabili della carie dentale non agiscono dissolvendo tutti i tessuti duri del dente immediatamente, ma agiscono gradualmente cominciando ad attaccare lo smalto.

Una carie al primo stadio o iniziale si può manifestare con un leggero cambio di colore dello smalto, che può diventare bianco gesso, a causa della demineralizzazione indotta dagli acidi. A questo stadio, la carie è totalmente asintomatica e può essere diagnosticata solo con un’attenta visita o con una radiografia endorale, quando si tratta di carie interprossimali, ovvero quelle che si formano nelle superfici di contatto tra un dente e l’altro.

Quando la lesione cariosa arriva ad erodere tutto lo smalto dentale, si parla di carie al secondo stadio o intermedia. A questo stadio, la carie può dare una leggera sintomatologia dolorosa agli stimoli termici ed è evidente sul dente come un buchino nero, quando non si tratta di carie interprossimale.

La carie al terzo stadio è quella che arriva a colpire la dentina, il tessuto dentale che si trova al di sotto dello smalto. A seconda della profondità della lesione cariosa, la sintomatologia dolorosa può essere più o meno accentuata, fino ad arrivare a provocare una pulpite, ovvero l’infiammazione della polpa dentaria che provoca un dolore molto acuto, pulsante e persistente: il famigerato mal di denti.

Il quarto stadio della carie, o fase avanzata, si verifica quando la lesione cariosa è arrivata a colpire la polpa dentaria. In questa fase il dolore è continuo e non gestibile con i consueti farmaci antidolorifici.

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La lesione cariosa a questo livello, se non trattata, porta alla necrosi della polpa dentaria e il dolore cessa all’improvviso, perché insieme alla polpa sono stati distrutti anche i nervi dentali.

Questa necrosi evolve, in tempi variabili, in un ascesso dentale che può essere anch’esso asintomatico, quando il dente è aperto e il pus dell’infezione può drenare all’esterno.

Quando invece il dente è chiuso, perché è presente una precedente otturazione, oppure una corona dentale, ad esempio, l’ascesso si manifesta con gonfiore, nella zona dell’infezione, dolore costante, e difficoltà nella masticazione.

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Quali Sono i Rimedi per la Carie?

Iniziamo con il dire che non esistono “rimedi naturali” per curare una carie, purtroppo, quando si forma una lesione cariosa, bisognerà rivolgersi al dentista.

Una carie allo stadio iniziale, di norma, viene tenuta sotto osservazione e nel frattempo si può tentare una remineralizzazione dello smalto tramite l’applicazione di fluoro topico. A questo livello si evita di trattare diversamente le lesioni cariose perché la cavità che si dovrebbe effettuare per procedere ad una otturazione sarebbe molto più grande della lesione stessa, il che significherebbe sacrificare una porzione di dente sano.

Una carie al secondo stadio può essere curata con una semplice otturazione, che spesso non richiede neanche l’uso di anestetico in quanto, essendo molto superficiale, non provoca alcun dolore durante il trattamento.

Quando invece la carie arriva al terzo stadio, ossia quando colpisce la dentina, una semplice otturazione potrebbe non essere sufficiente a seconda di quanto la lesione è arrivata vicino alla polpa dentaria. Se la lesione cariosa arriva a distruggere gran parte dello spessore dentinale, si rende necessaria una terapia endodontica, ossia una devitalizzazione.

La terapia endodontica, seguita da una ricostruzione, è anche l’unica terapia per una carie al quarto stadio, se la carie non ha distrutto gran parte della corona del dente. In questo caso, l’unica terapia resta, purtroppo, l’estrazione del dente.

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Cosa Si Può Fare per Evitare la Carie?

Una corretta igiene orale, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è di fondamentale importanza nella prevenzione della carie. Non è sufficiente spazzolare i denti in fretta e furia, prima di uscire, per effettuare una corretta igiene orale, ma bisogna spazzolare i denti con il giusto metodo e con i giusti tempi; è necessario utilizzare il filo interdentale, ogni giorno, e un collutorio antiplacca e privo di alcol.

La prevenzione è l’unico sistema per prevenire le carie e per intercettarle quando sono ancora al primo o al secondo stadio. Una lesione cariosa può metterci mesi, o addirittura anni, per passare dal primo o secondo stadio al terzo, mentre una volta che ha attaccato la dentina, essendo quest’ultima più “morbida” rispetto allo smalto, impiega pochissimo tempo per evolvere in una carie in fase avanzata.

Per questo motivo è importante effettuare visite dentistiche di controllo regolari, almeno una volta l’anno, accompagnate da una seduta di igiene dentale professionale.

Se vuoi assicurarti dello stato di salute dei tuoi denti prenota una visita di controllo senza impegno presso il nostro Studio.

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