L’endodonzia, o cura canalare, è la branca dell’odontoiatria che si occupa dell’”endodonto”, ovvero della parte interna del dente: la polpa e i nervi dentali.

Si arriva a trattare endodonticamente un dente quando è presente un danno da carie profonda che ha raggiunto la polpa; oppure quando la polpa è rimasta esposta a causa di un trauma, che ha causato la frattura del dente; o anche a causa di microtraumi ripetuti nel tempo, come quelli causati dall’onicofagia, ad esempio, che hanno provocato scheggiature o incrinature nei tessuti duri del dente o la lesione dei legamenti parodontali.

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La Carie Dentale

La carie dentale è causata dagli acidi prodotti da alcuni batteri residenti nel cavo orale. La carie è quindi una patologia infettiva per la quale, a causa del mutarsi delle condizioni, batteri normalmente non nocivi provocano dei danni.

Questi batteri formano la placca batterica che, se non rimossa regolarmente, comincia ad intaccare lo smalto e, se non curata, arriva a intaccare la dentina, fino ad arrivare alla polpa dentale, causando un forte dolore: la pulpite.

In quel caso, non sarà sufficiente una semplice otturazione, ma servirà l’endodonzia e bisognerà devitalizzare il dente con una cura canalare.

La carie si presenta in diversi stadi, di diverse gravità, a seconda dello stadio della carie si deve trattare il dente in maniera diversa.

Al primo e secondo stadio, sarà sufficiente ripulire il tessuto carioso ed effettuare una semplice otturazione.

Al terzo stadio, sarà necessario effettuare una terapia endodontica (cura canalare) e una ricostruzione, ma sarà anche necessario protesizzare con una capsula.

Al quarto stadio, oltre a dover effettuare le stesse terapie necessarie per il terzo stadio, bisogna anche seguire una terapia con antibiotico. A volte, se l’infezione è troppo estesa oppure il dente troppo compromesso, l’unica soluzione resta l’estrazione, per poi ripristinare l’elemento mancante con un impianto dentale o un ponte dentale.

Per questo è importante una corretta prevenzione. Sono sufficienti una visita e una seduta di igiene orale una o due volte all’anno.

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Come si effettua la cura canalare?

La terapia endodontica, detta anche “cura canalare” o “devitalizzazione” consiste nella rimozione della polpa e dei nervi dentali, infiammati o infetti, effettuata con appositi strumenti. I canali radicolari vengono poi detersi, sagomati e sigillati con materiali biocompatibili.

La terapia canalare di norma non è dolorosa in quanto si effettua in anestesia locale.

L’unica eccezione è data da un dente in pulpite, che può a volte “resistere” alle normali dosi di anestetico. In questo caso, si effettuano delle medicazioni atte a ridurre l’infiammazione, prima di procedere con l’endodonzia o cura canalare vera e propria.

Dopo ave effettuato l’anestesia, viene montata la diga di gomma, per isolare il dente da trattare, e si procede all’apertura della camera pulpare.

Aperta la camera pulpare, si individuano gli ingressi dei canali radicolari e si determina l’apice radicolare, con uno strumento chiamato “rilevatore apicale”.

Si procede quindi rimuovendo tutto il tessuto organico e il tessuto infetto, provvedendo alla disinfezione tramite lavaggi con ipoclorito di sodio e sagomando i canali radicolari con moderni strumenti in NiTi.

Eseguita la detersione e la sagomatura, si passa alla sigillatura dei canali radicolari con coni di guttaperca, una molecola di origine vegetale molto simile alla gomma. Le radici dei denti vengono sigillate fino al loro apice, in modo da impedire una successiva colonizzazione batterica.

A seguito della sigillatura dei canali, viene effettuata una ricostruzione del dente con compositi biocompatibili. Spesso vengono utilizzati perni endocanalari in fibra di vetro, in quanto il tessuto duro dentale residuo non è sufficiente a garantire la durata della ricostruzione.

La durata di una terapia endodontica può variare da una a diverse sedute, a seconda del grado di infiammazione o di infezione del dente, della facilità a reperire e strumentare i canali radicolari, che possono trovarsi in posizione anatomicamente scorretta e sono quindi difficili da individuare; o possono presentare calcificazioni, che li rendono difficili da strumentare.

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Perché bisogna sempre protesizzare un dente devitalizzato?

Un dente devitalizzato, innanzitutto, ha perso gran parte della corona, riducendosi ad un guscio vuoto, sorretto dalle radici, ed è già per questo più fragile di un dente integro; inoltre la rimozione della polpa fa perdere idratazione, e quindi elasticità, ai tessuti duri del dente, rendendolo facilmente soggetto a fratture, anche per minimi traumi.

Quando poi il dente viene ricostruito con perni endocanalari, il perno e la ricostruzione faranno continuamente leva sulla radice, e possono fratturare la radice in questione, per tutta la sua lunghezza.

Per questo motivo, è consigliabile protesizzare l’elemento trattato con una corona dentale protesica.

Oltre alla perdita del dente, il costo per ripristinare l’elemento mancante, con un impianto o un ponte (dove possibile), potrebbe arrivare ad essere anche quattro volte il costo di una singola corona in ceramica.

Il ritrattamento endodontico

Può capitare che si sviluppi una lesione infetta su un dente già devitalizzato e di dover eseguire una nuova terapia canalare, che viene chiamata appunto “ritrattamento endodontico”.

Una lesione infetta su un dente già devitalizzato può verificarsi per svariati motivi, non necessariamente dipendenti da negligenza dell’endodontista, tra cui una precedente sigillatura canalare che non arriva a chiudere l’apice radicolare; terapie endodontiche non seguite da protesizzazione del dente, la qual cosa non fornisce quello che si chiama “sigillo coronale” e che può consentire ai batteri di riuscire a penetrare, creando un’infezione; terapie endodontiche con protesi molto datate, che hanno perso il sigillo coronale; anomalie anatomiche per le quali nel dente sono presenti “canalicoli accessori” non visibili radiograficamente e che quindi non vengono sigillate.

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Endodonzia: Le Bufale Online

In rete si trovano spesso “articoli” pseudoscientifici di tipo complottistico in cui, citando ovvi dati statistici e parte di alcuni “studi” risalenti a oltre un secolo fa, l’autore cerca di creare il panico tra i lettori, sostenendo che esiste una correlazione tra terapia endodontica e l’insorgenza di tumori e malattie croniche.

Ovviamente è tutto falso: le terapie endodontiche non provocano nessuna malattia!

I materiali utilizzati sono tutti biocompatibili e atossici, inoltre le terapie endodontiche vengono effettuate utilizzando la diga di gomma, che rende impossibile l’ingestione involontaria dei disinfettanti e degli strumenti utilizzati.

Al contrario, un dente con i canali infetti può facilmente provocare un ascesso o un granuloma, rispettivamente la forma acuta e cronica di un’infezione batterica, che possono avere esiti anche molto gravi, sia locali che sistemici.

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Si può evitare la terapia canalare?

La terapia canalare si può evitare in due modi: evitando di fare aggravare le lesioni cariose già presenti, curando quindi il dente cariato prima che la carie arrivi alla polpa; oppure estraendo il dente infetto.

Dal momento che l’estrazione dentale è da considerarsi l’ultima spiaggia di una terapia odontoiatrica, è importante prevenire l’insorgenza della carie seguendo alcune regole fondamentali:

  • Usa spazzolino, dentifricio, filo interdentale e collutorio dopo i pasti, tutti i giorni.
  • Riduci il consumo di cibi e bevande zuccherati.
  • Vai dal dentista regolarmente una o due volte l’anno, per una visita di controllo. Siccome il granuloma, la forma cronica dell’infezione, è asintomatico e non provoca alcun dolore, ma è predisponente all’insorgenza di un ascesso, i controlli odontoiatrici e radiografici regolari sono assolutamente necessari nel caso fossero presenti denti cariati, otturazioni, corone e ponti.
  • Fai controllare lo stato delle corone protesiche più vecchie di 10 anni e, se necessario, programmane il rifacimento.
  • Esegui una seduta di igiene professionale almeno una volta all’anno.

Se vuoi prevenire l’insorgenza di ascessi e pulpiti, evitando così di doverti sottoporre ad una terapia endodontica, prenota una visita senza impegno presso il nostro Studio e saremo lieti di controllare accuratamente lo stato dei tuoi denti e delle tue gengive.

Se vuoi saperne di più, visita la sezione del nostro sito dedicata all’Endodonzia.