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Si sente spesso parlare di tartaro e placca e di quanto questi siano nemici dei nostri denti, ma qual è la differenza tra i due?

Il cavo orale è colonizzato da batteri, la flora batterica, che non sono dannosi finché qualcosa non va a modificare l’omeostasi del cavo orale.

La flora batterica del cavo orale si deposita, sotto forma di film colloso sulle superfici dei denti, creando la placca batterica, che è la causa principale di tutte le patologie dentali, come la carie e la parodontite.

Quando la placca si indurisce, si forma il tartaro, che altro non è che un deposito batterico mineralizzato, che si rende evidente per il suo colore che va dal giallo chiaro al marrone scuro.

Il tartaro è composto per il 70-90% di materia inorganica, soprattutto Calcio, al cui interno sono presenti batteri vivi e dannosi.

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Perché si forma il tartaro

Il processo di mineralizzazione, ovvero di indurimento, della placca batterica inizia tra un lavaggio dei denti e l’altro: sono sufficienti appena 4 ore per far sì che la placca batterica inizi ad indurirsi e a trasformarsi in tartaro. Per questo è importantissimo spazzolare i denti ad intervalli frequenti.

La formazione del tartaro si verifica più facilmente nei punti di sbocco delle ghiandole salivari, come la parte linguale degli incisivi inferiori, dove c’è lo sbocco delle ghiandole salivari sottolinguali, o la parte vestibolare del primo e del secondo molare superiori, dove è presente il “dotto di Stenone” che è lo sbocco della ghiandola parotide. Da qui si evince che anche la composizione della saliva ha il suo ruolo nella formazione del tartaro.

La placca batterica, per poi diventare tartaro, tende ad accumularsi più facilmente in zone difficilmente raggiungibili dallo spazzolino, come in caso di affollamento dentale, con denti accavallati; o quando si è portatori di terapie ortodontiche con dispositivi fissi; oppure nelle “tasche parodontali”.

I colletti scoperti sono un appiglio facile per i depositi di tartaro, in quanto la porzione di cemento radicolare esposto, essendo porosa, rende più facile l’adesione della placca batterica.

Anche se ogni persona ha una sua suscettibilità individuale alla formazione del tartaro, quest’ultimo, quasi assente durante l’infanzia, comincia a fare la sua comparsa durante l’adolescenza e i depositi calcarei si accumulano sempre più velocemente, con l’avanzare dell’età.

Le abitudini viziate, come il fumo di sigaretta, accelerano la formazione dei depositi di tartaro, che oltre ad essere di colore scuro, saranno anche molto maleodoranti.

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Come si rimuove il tartaro

L’importanza della rimozione periodica dei depositi di tartaro è ormai assodata e l’unico modo per farlo è meccanicamente, attraverso l’uso di ablatori ad ultrasuoni.

In rete, si trovano mille modi “creativi” per la rimozione casalinga del tartaro, ma l’unico metodo efficace, e che non danneggia i denti, resta la seduta di ablazione del tartaro ovvero l’igiene dentale professionale.

L’ablazione del tartaro va eseguita una o due volte l’anno, o anche più spesso, a seconda della propria suscettibilità alla formazione dei depositi e in presenza di evidenti problematiche parodontali.

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Patologie dentali causate da placca e tartaro

Il tartaro, come abbiamo detto, è costituito da un colonie batteriche in un deposito mineralizzato e può facilmente portare a varie patologie dentali.

La gengivite, la più frequente patologia causata dalla placca batterica e dal tartaro, si manifesta con gengive gonfie, doloranti e sanguinanti. Pur essendo una patologia facilmente trattabile e reversibile può degenerare, se non curata, in parodontite.

La parodontite, che nel linguaggio comune viene chiamata “piorrea”, è causata appunto da depositi di tartaro, sopra e sottogengivali, non rimossi. I batteri presenti nel tartaro vanno a distruggere l’osso alveolare e il legamento parodontale, causando prima la mobilità e poi la perdita dei denti.

La carie dentale è causata dai batteri presenti nella placca dentale e nel tartaro. Quando sono presenti depositi di tartaro è pressoché impossibile, durante una visita dentistica, vedere una carie sotto di essi, senza prima rimuovere gli accumuli di tartaro.

Il disturbo dell’alitosi, che può portare a situazioni di disagio nella vita sociale, può essere causato dal tartaro. Ne consegue che la rimozione dei depositi di tartaro e la prevenzione della sua formazione possono curare e prevenire questo fastidioso disturbo.

Come prevenire la formazione di placca e tartaro

Anche se non è possibile la rimozione casalinga del tartaro, in casa si può fare molto per prevenirne la sua formazione, a partire da una corretta e scrupolosa igiene orale, utilizzando sempre spazzolino, dentifricio e filo interdentale, dopo i pasti principali.

Una corretta alimentazione e l’abbandono di abitudini viziate, oltre a mantenere in salute tutto l’organismo, aiuta a mantenere sani denti e gengive. Consumare molta frutta e verdura cruda, come sedano, finocchi, carote e mele, ad esempio, aiuta l’auto detersione delle superfici dentali e non fa bene soltanto ai denti e alle gengive!

La prevenzione resta sempre l’arma vincente per tutte le patologie dentali, mantieni una corretta igiene orale domiciliare ed effettua regolarmente una seduta di ablazione del tartaro regolarmente.

Se sei preoccupato per le condizioni del tuo cavo orale o per semplice prevenzione, prenota una visita senza impegno presso il nostro Studio e saremo lieti di controllare scrupolosamente lo stato dei tuoi denti e delle tue gengive.

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